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Fotovoltaico: tutto più semplice con il modello unico

22/07/2015

fotovoltaico

Procedure più semplici per l’installazione dei piccoli impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici privati. Così ha voluto l’Autorità per l’Energia elettrica, il Gas ed il Sistema idrico che ha dato il via libera allo snellimento dell’iter, secondo lo schema contenuto nel nuovo modello unico proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Una buona notizia per gli italiani, che per anni hanno avuto a che fare - di fronte alla volontà di autoprodurre energia - con macchinose procedure burocratiche. Da oggi chi desidera installare i pannelli solari sul tetto di casa può farlo in maniera più veloce e semplice, seguendo quanto prescritto dal modello unico per la realizzazione, la connessione e l’esercizio di piccoli impianti fotovoltaici integrati sugli edifici.

Un vantaggio non da poco, poichè l’autoproduzione di energia da rinnovabili consente di aumentare l’indipendenza energetica e tagliare le bollette, rese negli ultimi anni più onerose a causa del costante aumento del prezzo delle materie prime e del loro costo di importazione, strettamente dipendente dalle dinamiche del mercato.

Con la delibera 172/2015 si vanno a snellire tutte le procedure previste in passato per installare piccoli impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici. Verrà adottato un modello unico composto da due parti. La prima sezione andrà compilata ad inizio dei lavori e servirà a raccogliere informazioni sulla tipologia di impianto, il rispetto dei requisiti fondamentali, la richiesta di connessione. In questa fase occorrerà indicare anche il proprio codice IBAN per l'addebito dei costi connessi a tale operazione e per l'accredito di eventuali ricavi futuri. 

Chiaramente, nella dichiarazione occorre certificare di essere in possesso dei requisiti necessari per accedere all'iter semplificato e conferire al gestore di rete il mandato con rappresentanza per il caricamento dei dati per il censimento e la gestione degli impianti fotovoltaici, il cosidetto Sistema Gaudì.

La seconda parte dovrà invece essere compilata alla fine dei lavori, con la dichiarazione della corretta esecuzione dell’opera, i regolamenti e il contratto per lo scambio sul posto. Dovrà inoltre essere specificata la modalità di valorizzazione dell’energia elettrica per consumare eventualmente in un secondo momento, l’energia prodotta in eccesso. 

Per il momento il modello unico riguarda solo i piccoli impianti fotovoltaici installati sui tetti degli edifici. Nella proposta del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) il provvedimento riguarda gli impianti con potenza nominale inferiore a 20kW. Tra i limiti stabiliti, l’assenza di altri impianti di produzione sullo stesso punto di connessione, la realizzazione presso utenti finali già serviti da punti di prelievo attivi in bassa tensione, potenza non superiore a quella disponibile in prelievo.

Il modello unico per il fotovoltaico residenziale si pone come obiettivo di facilitare il rapporto tra gli utenti produttori di energia e i gestori di rete.

In questo scenario, l'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico, pur approvando le linee guida del Mise, ha proposto alcune modifiche. In primis si richiede ai singoli gestori di rete di stilare il vademecum informativo a favore dei soggetti richiedenti, per cui l'Autorità si limiterebbe a fornire delle linee guida, senza che sia necessaria la sua approvazione finale.

Inoltre l'Autorità ha chiesto di posticipare l'autorizzazione all'utilizzo dell'IBAN per i pagamenti relativi allo scambio sul posto alla fase finale, anziché a quella iniziale. Infine, ha chiesto che il produttore dell'impianto specifichi nella documentazione di fine lavori anche marca, modello dell'inverter, sistemi di protezione dell'interfaccia e la presenza di eventuali sistemi di accumulo.

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A cura di: Alessia De Falco
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