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Contabilizzazione del calore: pro e contro nei condomini

14/04/2015

contabilizzazione calore

Il Decreto Legislativo n.102/2014, entrato in vigore il 19 luglio 2014, obbliga tutti gli edifici ad adottare i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione.

La normativa, adottata per favorire il risparmio energetico anche dei privati, prevede un termine ultimo di adeguamento, stabilito nel 31 dicembre 2016: la mancata osservanza sarà punita attraverso una sanzione pecuniaria del valore compreso tra i 500 e i 2500 euro, che sarà inflitta non solo in caso di mancata installazione, ma anche quando la ripartizione delle spese per il riscaldamento non sia conforme a quanto stabilito dalla stessa disposizione.

L’articolo 9 comma 5 del D. Lgs 102/2014 stabilisce che l'importo di tali spese “deve essere suddiviso in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell'impianto”, in base a quanto stabilito dalla norma tecnica UNI 10200. Tuttavia, per consentire il graduale adeguamento alla norma, è possibile per la prima stagione successiva all’installazione dei nuovi dispositivi effettuare la suddivisione ancora sulla base dei millesimi di proprietà.

Prima che il decreto entrasse in vigore, le controversie sulle ripartizioni di spesa approvate dall’assemblea spettavano all’iniziativa del singolo condomino, che poteva contestarle dinanzi all’Autorità Giudiziaria: al magistrato competeva l’eventuale decisione di annullarle.

Con l’attuale normativa si aggiunge l’ulteriore figura dell’autorità amministrativa, quella regionale, che ha il potere di intimare al trasgressore di adottare regolari criteri di ripartizione in tempi brevi. La contestazione della delibera può arrivare dallo stesso condomino o da qualsiasi altro soggetto titolare di interesse legittimo.

Attraverso il sistema di contabilizzazione si vuole rendere più consapevoli gli utenti del proprio consumo energetico. Questo obiettivo può essere raggiunto più facilmente tramite l’utilizzo di contatori diretti, contatori di energia per la misurazione del calore che permettono anche di calcolare la quantità di acqua calda all’interno dei radiatori utilizzata nel circuito. La loro installazione, un’unità per abitazione, è permessa però solo ai più recenti sistemi di riscaldamento.

Nella maggior parte degli edifici, invece, sono presenti impianti datati per cui è possibile effettuare una contabilizzazione indiretta: in questo caso, la quantità di calore sarà stimata attraverso l’utilizzo di ripartitori, piccoli apparecchi che vengono installati su ogni singolo radiatore e che misurano la temperatura raggiunta dai caloriferi, un’indicazione approssimativa delle potenze impiegate nell’impianto di riscaldamento. Questa misurazione, però, è poco idonea a rendere chiaro e comprensibile l’effettivo consumo ai singoli condomini. 

Difficile, così, avere una reale cognizione dei consumi energetici. A questo si deve aggiungere la scarsa informazione sull’utilizzo e funzionamento degli impianti, oltre al disinteressamento degli stessi utenti all’andamento dei consumi.

Dunque, i sistemi di contabilizzazione, in particolare quelli indiretti, potrebbero non garantire l’obiettivo di reale risparmio energetico che la normativa impone, dando vita a una diversa distribuzione fra i singoli condomini di un costo che rimane sostanzialmente inalterato.

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A cura di: Paola Campanelli
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