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Energia elettrica: stop alle tariffe progressive?

16/02/2015

tariffe energetiche

Ancora pochi anni e la bolletta dell’elettricità non sarà più a misura dei nostri consumi. Lo ha deciso l’Autorità per l’Energia Elettrica, che ha proposto in un documento una revisione totale della tariffazione attuale considerata ormai obsoleta. L’intenzione è di arrivare entro gennaio 2018 a una tariffa “regressiva”, che anziché far pagare meno chi consuma meno, rende in proporzione meno cara l'energia per chi ha consumi più alti.

La logica, basata sulla presa di coscienza dell’aumento rilevante dei consumi di energia elettrica, sarebbe quella di favorire un aumento dei consumi e della potenza di voltaggio stabilita al momento della stipulazione del contratto: in sostanza consumare sì di più, ma consumare meglio. Si chiama efficientamento energetico ed è quello previsto anche nella Energy Roadmap dell’Unione Europea al 2050.

L’intenzione di porre fine a una tariffazione vecchia di ormai quarant’anni, nasce dall'esigenza di modernizzazione di questa modalità di calcolo, pensata per arginare gli effetti dello shock petrolifero degli anni Settanta, cheaveva imposto un’austerità che penalizzava i consumi in maniera crescente. Una tariffazione che poco teneva conto delle possibilità di spesa di una famiglia numerosa e di un single con alta capacità di spesa, andando a ripercuotersi sulla qualità dell’energia richiesta e consumata.

La proposta dell’Autorità per l’Energia è che la bolletta possa essere composta da un fisso annuo a seconda della potenza fissata secondo contratto – 3 kW, 4,5 kW e 6 kW -, dai consumi effettivi e dagli oneri generali che dipenderebbero dalla potenza energetica fissata.

Fattore importante per la tariffazione rimarrà la distinzione tra residenti e non residenti.

A beneficiare del nuovo regime sarebbe la famiglia numerosa, che ha da contratto una potenza stabilita fino a 6 kW e consumi fino a 6000 kWh: il risparmio realizzato sarebbe di 618 euro l’anno.

La categoria non residenti con consumi fino a 900 kWh si troverebbe a spendere molto di più: 129 euro; al contrario, i non residenti con consumi fino a 4000 kWh spenderebbero 188 euro in meno.

Penalizzati anche i nuclei mono familiari, che dispongano di una potenza di 3kW e registrino consumi ridotti, entro i 1.500 kWh: si troverebbero un rincaro in bolletta pari a 74 euro.

E la spesa diventa inversamente proporzionale al crescere dei consumi: con 2.200 kWh, il rincaro sarebbe di 44 euro.

Invariata sarebbe la condizione dei residenti che hanno per contratto un voltaggio di 3 kW e consumi registrati fino a 2700 kWh, passando da 438 a 443 euro.

Il nuovo regime tariffario, se approvato, dovrà essere sviluppato a partire dal 2016 e entrerebbe a regime solo nel 2018.

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A cura di: Paola Campanelli
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