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Green economy, la classifica delle regioni

26/02/2015

green economy

Può essere definita come un’economia che genera crescita e crea lavoro investendo e salvaguardando le risorse del capitale naturale, da cui dipende la sopravvivenza del nostro pianeta.

Per comprenderne lo stato in Italia e contribuire allo sviluppo di azioni che possano portare verso un’economia sostenibile, la Fondazione Impresa elabora uno specifico Indice di Green Economy (IGE).

L’IGE deriva dall’incrocio di 21 indicatori di performance relativi ai principali settori interessati dalla green economy: energia, imprese/edilizia/prodotti, agricoltura, turismo, trasporti/mobilità e rifiuti. 

Secondo l’Indice di Green Economy 2014, il Trentino Alto Adige, le Marche e la Valle d’Aosta sono le regioni in cima alla classifica green d’Italia. Il Trentino Alto Adige ha l’indiscussa leadership totalizzando un punteggio di 0,685; staccati di parecchio le Marche, al secondo posto (0,280) e la Valle d’Aosta al terzo (0,278). Tra le regioni del mezzogiorno, i migliori piazzamenti vanno ad Abruzzo, Basilicata e Calabria rispettivamente quarta, sesta e ottava. Risultati negativi per Puglia (sedicesima), Campania (diciassettesima) e Sicilia (ventesima), quest’ultima considerata come la Regione meno green.

In più di un terzo degli indicatori (8 su 21), il Trentino Alto Adige si posiziona sempre nelle prime tre posizioni: è al vertice nel settore delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazioni energetica - 51,5 ogni 1.000 abitanti, più del doppio della media italiana che si ferma a 24,1 -  e per la qualità ambientale dei prodotti – 56,1 licenze ecolabel ogni 100 mila imprese contro il 6,0 del caso Italia.

Il Trentino ha inoltre il minor volume di emissioni climalteranti prodotte, pari a 180,1 grammi di CO2 per euro di valore aggiunto, quasi la metà di quanto fatto registrare dalla media italiana (317,1). Ottima anche la quota di energie rinnovabili nella produzione di energia elettrica (2° posto con il 92,0%).

Le Marche si distinguono per due risultati: fanno registrare sia la potenza solare-fotovoltaica in conto energia installata più elevata d’Italia (654,8 KW ogni mille abitanti), sia il numero più alto di punti vendita di prodotti biologici (16 ogni 100 mila abitanti) ed è terza per produzione di energia elettrica da rinnovabili, pari all’87,2%. Il suo secondo posto è determinato da un rendimento costante della quasi totalità degli indicatori.

La Valle d’Aosta (l’ultima del podio) fa registrare il primo posto assoluto in 4 dei 21 indicatori: energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (addirittura con il 100%), carbon intensity (quasi la metà di emissioni climalteranti rispetto alla media italiana), qualità ambientale delle organizzazioni/imprese (si contano 886,3 siti certificati ISO 14001 ogni 100 mila imprese contro le 326,3 della media italiana) e più basso numero di famiglie che dichiarano sporcizia nelle strade (solo il 12,1%).

Tra le regioni del centro, spicca la quinta posizione della Toscana. Il risultato è frutto dell’ottimo rendimento in 15 indicatori su 21, nella quale il territorio si inserisce nella parte alta dei ranking (dal 10° posto in su). Ha il primato per il risparmio energetico ottenuto attraverso i certificati bianchi (467,7 tonnellate equivalenti di petrolio ogni 1.000 abitanti) e un terzo posto per la qualità ambientale dei prodotti (13,3 licenze ecolabel ogni 100 mila imprese).

Solo metà classifica per Emilia Romagna e Piemonte, rispettivamente decima e undicesima. L’Emilia è terza per dotazione di parcheggi (30,4 per 1.000 auto) e per numero di famiglie che dichiarano presenza di sporcizia nelle strade (18,3%). È ultima per numero di merci in ingresso e in uscita (36,3 tonnellate per abitante) e penultima per utilizzo dei mezzi di trasporto (appena il 13,5% contro il 20,7% della media Italia).

Risultati deludenti per la Lombardia, quindicesima nella graduatoria finale. Si piazza male nella classifica di 11 indicatori, tra cui 2 ultimi posti per operatori nel biologico e autobus ogni 1.000 abitanti. L’indicatore IGE ha un valore di -0,129, in linea con la media italiana di -0,124.

Soffrono la Puglia (16° posto) e la Campania (17° posto). Entrambe le regioni hanno 13 indicatori su 21 in cui sono posizionate nelle parti basse delle classifiche. La Puglia conta su posizionamenti più favorevoli: secondo posto negli indicatori potenza solare-fotovoltaica installata, nella qualità ambientale dei prodotti e nel risparmio energetico con i certificati bianchi. La Campania beneficia di un solo primo posto: merci in ingresso/uscita su strada; è ultima per punti vendita bio, detrazioni fiscali al 55% e qualità ambientale dei prodotti.

Classifica molto deludente per la Sicilia, fanalino di coda delle 20 regioni. Ultimo posto in tre indicatori: risparmio energetico certificato (138,7 tep per 1.000 abitanti), qualità ambientale delle organizzazioni (appena 206 siti certificati ISO 14001 ogni 100 mila imprese) e raccolta differenziata (solo il 13,4%). Inoltre, conta quattro penultimi posti in punti di vendita bio, densità di piste ciclabili, dotazione di parcheggi e rifiuti smaltiti in discarica. Pochi i risultati positivi: 2° posto per superficie agricola coltivata biologicamente e allevamenti biologici, 3° posto per operatori nel biologico; presenta un buon risultato anche in relazione alle merci in uscita e in entrata su strada.

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A cura di: Paola Campanelli
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