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Consumi energetici, oltre 1600 euro a famiglia

29/12/2014

consumi energeticiContinua a crescere il fabbisogno di consumo energetico in Italia e nel resto d’Europa. Un’indagine statistica sull’energia impiegata, diffusa dall’Istat e relativa all’anno 2013, ha stabilito che gli italiani hanno speso oltre 42 miliardi di euro.

La rilevazione – effettuata sull'intero territorio nazionale – raccoglie informazioni sulle dotazioni energetiche delle famiglie e al loro corrispondente utilizzo, descrivendo la situazione complessiva dei consumi annuali e delle relative spese. La ricerca è stata realizzata in collaborazione con Istat, Enea e Ministero dello Sviluppo Economico. I dati sono stati raccolti sulla base di un campione di 20 mila famiglie, indagando sulle abitudini di consumo: il loro giudizio servirà da guida per le prossime decisioni in tema di energia e efficienza.

"I dati del rapporto – spiega il presidente dell'Istat Giorgio Alleva – serviranno anche per il monitoraggio degli obiettivi europei della strategia 20-20-20, rilevare queste informazioni è infatti un obbligo europeo. Una nuova indagine sarà realizzata nel 2016 e i dati che presentiamo oggi saranno la base per realizzare simulazioni negli anni intermedi".

Ogni famiglia ha speso in media 1635 euro, con evidenti differenze economiche tra nord e sud. A tal proposito il consumo energetico nel settentrione d’Italia è stato più alto con una media di 1800 euro – la punta massima è di 2000 euro in Valle d’Aosta – mentre nel meridione il dato è nettamente inferiore, fermandosi a 1400 euro e registrando il valore minimo in Sicilia con quasi 1200 euro per nucleo familiare.

Tali discrepanze dipendono da alcuni fattori. La spesa cresce in base sia del numero dei componenti sia della loro età: un single spende mediamente 650 euro in meno rispetto a una coppia con figli. Sui consumi incide anche il tipo di impianto usato per riscaldarsi e il suo utilizzo. Al nord è più diffuso quello centralizzato, anche se a livello nazionale il 66% degli immobili è dotato di riscaldamento autonomo. Nell’87% dei casi i termosifoni restano accesi tutti i giorni durante la stagione invernale con sensibili differenze territoriali, visto che a Bolzano la percentuale sale al 98% mentre in Sicilia scende al 62%. In media, ogni famiglia del nord li accende due ore in più rispetto a quelle del centro e tre ore e mezzo in più rispetto a quelle del Mezzogiorno: 8 ore al giorno è il dato relativo al loro utilizzo, più nel pomeriggio (quasi 5 ore) che al mattino o durante la  notte.

Poco utilizzati risultano i sistemi di condizionamento: ne sono in possesso solo 3 famiglie su 10. La regione dove sono meno diffusi è la Valle d’Aosta, con solo l'1,5% degli impianti installati, mentre sono dotate di climatizzatori quasi il 50% delle abitazioni situate in Sardegna. 

Influiscono su questi dati i numeri relativi allo spreco energetico di immobili e abitazioni che andrebbero ristrutturate tramite interventi di riqualificazione: questo si traduce in una diminuzione dei consumi nella bolletta di luce e gas e contribuisce all’abbassamento di emissioni di CO2 nell’atmosfera.

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A cura di: Paola Campanelli
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