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L’Europa sostiene le energie rinnovabili

24/10/2014

energie rinnovabili

È l’ultima creazione della start-up trentina Eneray, un sistema solare fotovoltaico che funziona in parallelo alla linea di rete pubblica, chiedendone supporto quando non riesce a fornire energia a sufficienza per far fronte a picchi di consumi.

H-Hybrid, questo il nome del sistema, è capace attraverso un inverter di portare energia sufficiente per il consumo quotidiano, ma contemporaneamente di accumularla in batterie al litio per impiegarla quando la luce del sole non è sufficiente.

Questo doppio sistema consente di portare l’autoconsumo dal 25% all’80%, superando il limite standard di 3 Kilowatt imposti dal contratto con il gestore della rete e arrivando ad avere a disposizione fino a 8 kilowatt.

Il sistema fotovoltaico H-Hybrid consente quindi di risparmiare con l’autoconsumo e di far ricorso all’energia del gestore di rete solo in caso di picchi o nei periodi invernali di mancanza totale di sole. Un sistema tecnologicamente evoluto, anche perché controllabile da remoto con un semplice smarthphone.

Questo è solo uno dei progetti che riguardano l’impiego di energie alternative e rinnovabili nel nostro paese. Perché per quanto si possa credere, l’Italia è solo quarta nella classifica dei 28 Paesi per il volume di sussidi pubblici alle fonti energetiche.

Lo dice uno studio della Commissione Ue, che quantifica in 10,36 miliardi di euro il volume dei sussidi pubblici alle energie del nostro paese. In testa la Germania, con 25,47 miliardi di spesa, seguita dalla Gran Bretagna con 13,28 miliardi e dalla Spagna, al terzo posto con 10,43 miliardi di euro di sussidi.

La distribuzione dei sussidi nella produzione delle diverse energie è in Italia di 920 milioni per la biomassa, 770 milioni per l’eolico, 760 milioni per l’idroelettrico, 750 milioni per il solare, 250 milioni per il carbone, 150 milioni per il nucleare, 40 milioni per il geotermico.

Da sottolineare che l'Italia ha il parco di centrali a ciclo combinato più grande d'Europa e contribuisce al gas prodotto dai grandi consumatori industriali. In più, i consumatori pagano in bolletta i sussidi al nucleare per lo smaltimento delle scorie.

Nel complesso, in Europa i sussidi degli stati membri sono andati alle rinnovabili con queste proporzioni: solare 14,7 miliardi, eolico 10,1 miliardi, biomassa 8,3 miliardi e idroelettrico 5,2 miliardi. Per quanto riguarda le fonti tradizionali, invece, il più sostenuto è il carbone con 10,1 miliardi, seguito dal nucleare con 7 miliardi e dal gas naturale per 5,2 miliardi.

E per quanto tutti i dati riportati siano da aggiornare, si può confermare la consistenza dei sussidi alle fonti energetiche in Europa e in Italia, sia in favore delle fonti rinnovabili che di quelle tradizionali.

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A cura di: Paola Campanelli
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