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Sì al progetto del Governo sulla banda ultralarga

17/10/2014

banda ultralargaInternet bene primario: priorità allo sviluppo dell’economia digitale del Paese. A questo principio assoluto sembra ispirarsi il piano "banda ultralarga 2014-2020”, che prevede 7 miliardi di euro di investimenti tra fondi comunitari, regionali e nazionali e che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, consegnerà alla Commissione Europea entro la fine mese.

L’accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, oltre alla qualità sempre maggiore perseguita, sono  l’obiettivo del piano strategico che annuncia la prioritaria realizzazione della banda ultralarga e la destinazione all’innovazione digitale di risorse pari a 20 milioni di euro.

A sostegno del piano, fondi rurali regionali (Feasr) per poco più di 300 milioni di euro che si sommano ai Fesr, fondi per 1,7 miliardi di euro in mano alle Regioni che in precedenza avevano assegnato poco o niente all’ambizioso progetto della banda ultralarga, ma che la Commissione Europea ha sollecitato a destinare al progetto.   

Il problema principale è che gli operatori italiani non hanno presentato piani nazionali di copertura a 100 Megabit, ed è questo il motivo per cui il governo ha scelto di focalizzare le risorse sulla realizzazione di reti con questa velocità.

L’obiettivo da raggiungere tecnicamente, secondo i dettami dell'Agenda digitale europea, è di offrire 100 Megabit al 50% della popolazione e 30 Megabit al 100% entro il 2020. Adesso siamo intorno al 20 per cento, contro una media Ue che ha superato il 50 per cento.

Un'altra novità del nuovo piano nazionale è la destinazione dei fondi al potenziamento con fibra ottica delle antenne cellulari delle reti 4G, per installare hot spot Wi-Fi che consentiranno l’accesso a internet in mobilità.

L’investimento sarà dunque di 7 miliardi di euro, la metà rispetto ai 15 miliardi di fondi pubblici richiesti inizialmente dalla Commissione. Ridimensionamento reso possibile grazie agli incentivi alla banda larga del decreto Sblocca Italia di settembre e ai nuovi piani di investimento privati delle ultime settimane: la rete in fibra ottica avviata da Vodafone in 8 città, con l’obiettivo di cablarne 30 entro i primi mesi del 2015 e l’estensione rete di Fastweb, che arriverà a quota 100 città (dalle attuali 20) entro il 2016. Più avanti è Telecom Italia, che arriverà a 600 città nel 2016.

Ci sono ancora margini di contrattazione su questo fronte e un ruolo importante, per il piano banda ultralarga, lo avrà il Fondo Sviluppo e Coesione (su cui decide il Governo centrale), oltre al residuo della programmazione 2007-2013, come ha riferito il sottosegretario Graziano del Rio la scorsa settimana. 

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A cura di: Paola Campanelli
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